12 aprile 2010 MARCO LEOPOLDO UBALDELLI

"La fortuna di Medea: indagine su una figura del mito nella letteratura, nella musica e nelle arti figurative."

Il mito

Figlia di Eete, re della Colchide, è uno dei personaggi più celebri e controversi della mitologia greca. Il suo nome in greco significa "astuzie, scaltrezze", infatti la tradizione la descrive come una maga dotata di poteri addirittura divini.
Quando Giasone arriva in Colchide insieme agli Argonauti alla ricerca del Vello d'oro, lei se ne innamora perdutamente. E pur di aiutarlo a raggiungere il suo scopo giunge ad uccidere il fratello Apsirto, spargendone i poveri resti dietro di sé dopo essersi imbarcata sulla nave Argo insieme a Giasone, divenuto suo sposo. Il padre così, trovandosi costretto a raccogliere le membra del figlio, non riesce a raggiungere la spedizione, e gli Argonauti tornano a Corinto con il Vello d'Oro.
Dopo dieci anni, però, Creonte, re della città, vuole dare sua figlia Glauce in sposa a Giasone, dando così a quest'ultimo la possibilità di successione al trono. Giasone accetta, abbandonando così sua moglie Medea.
Vista l'indifferenza di Giasone di fronte alla disperazione della donna, Medea medita una tremenda vendetta. Fingendosi rassegnata, manda in dono un mantello alla giovane Glauce, la quale, non sapendo che il dono è pieno di veleno, lo indossa per poi morire fra dolori strazianti. Il padre Creonte, corso in aiuto, tocca anch'egli il mantello, e muore.
Ma la vendetta di Medea non finisce qui. Secondo la tragedia di Euripide, per assicurarsi che Giasone non abbia discendenza, uccide i figli [Mermo e Fere] avuti con lui: il dolore per la perdita dei propri discendenti porta Giasone al suicidio.


Eugène Delacroix - Medea
La maggior parte degli storici greci del tempo di Euripide, tuttavia ricorda che i figli di Medea, che ella non riuscì a portare con sé, furono uccisi dagli abitanti di Corinto per vendetta.
Fuggita ad Atene, a bordo del carro del Sole, Medea sposa Egeo, dal quale ha un figlio: Medo. A lui Medea vuole lasciare il trono di Atene, finché Teseo non giunge in città. Egeo ignora che Teseo sia suo figlio, e Medea, che vede ostacolati i suoi piani per Medo, suggerisce al marito di uccidere il nuovo venuto durante un banchetto. Ma all'ultimo istante Egeo riconosce suo figlio, e Medea è costretta a fuggire di nuovo.
Torna nella Colchide, dove si ricongiunge e si riappacifica con il padre Eete.


Henri Klagmann - Medea


Medea nella letteratura, nella musica e nelle arti figurative

Letteratura

· Gli incanti di Medea - Dramma di F. de Rojas Zorilla.
· Il Vello d'oro - Tragedia di Franz Grillparzer.
· Medea - Tragedia di Pierre Corneille.
· Medea - Tragedia di Lodovico Dolce.
· Medea - Tragedia di Ennio.
· Medea - Tragedia di Euripide.
· Le Argonautiche - Poema di Apollonio Rodio.
· Medea - Tragedia di Friedrich Gatter.
· Medea - Tragedia di Richard Glover.
· Medea - Tragedia di Ernst Legouvé.
· Medea - Tragedia di Bernard de Longepierre.
· Medea - Tragedia di Hippolyte Lucas.
· Medea - Tragedia di Giovanni Battista Niccolini.
· Medea - Tragedia di Ovidio.
· Medea - Tragedia di Jean de la Péruse.
· Medea - Tragedia di Lucio Anneo Seneca.
· La lunga notte di Medea - Tragedia di Corrado Alvaro.
· Medea. Voci - Romanzo di Christa Wolf.


Musica

· Giasone - Opera di Francesco Cavalli
· Giasone e Medea - Opera di Salomon
· Medea - Opera di Paul Bastide
· Medea - Opera di Georg Benda
· Medea - Opera di Marc-Antoine Charpentier
· Medea - Opera di Luigi Cherubini
· Medea - Opera di Johann Naumann
· Medea - Opera di Giovanni Pacini
· Medea - Cantata di Jean-Philippe Rameau
· Medea - Opera di Vincenzo Tommasini
· Medea e Giasone - Opera di Peter von Winter

. Medea in Corinto - Opera di Giovanni Simone Mayr


Pittura

· Eugène Delacroix
. Gustave Moreau


Cinema

· Medea - Regia di Pier Paolo Pasolini
· Medea - Regia di Lars von Trier
· Médée miracle - Regia di Tonino De Bernardi



Teatro

· L'Altra Medea - Regia di Flaminia Caroli
· La lunga notte di Medea - di Corrado Alvaro
· From Medea - di Grazia Verasani



Balletto

· Medea - Balletto di Samuel Barber
. Medea in Colchide - Balletto di Cristoph Vogel.
Locandina del film Medea
di P.P.Pasolini


ANTOLOGIA MINIMA

Medea di Euripide (431 a.C.)
QUINTO EPISODIO
vv.1021-1080
Figli, miei figli, ora avete una città e una casa, dove vivrete per sempre senza vostra madre, abbandonata nella sua sventura. Me ne andrò, esule, in un’altra terra, non potrò godere di voi, non vi vedrò felici, non preparerò i lavacri di rito, e i letti nuziali, e le ostre spose non potrò adornarle né levare alte le fiaccole, il giorno delle nozze. Maledetto il mio orgoglio. Inutilmente vi ho allevato, figli, e ho penato e sofferto, dopo aver patito i dolori crudeli del parto, inutilmente. E quante speranze avevo riposto in voi: pensavo che m avreste assistita nella mia vecchiaia e, quando fossi morta, mi avreste sepolta con le vostre mani: una sorte invidiabile ! Dolci illusioni ora svanite. Senza di voi vivrò una vita triste e dolorosa. Vostra madre, non la verdrete più, passerete anche voi ad altra vita.
Ma perché mi guardate così, figli miei ? Perché mi sorridete, come per l’ultima volta ? Mio dio, che devo fare ? Mi manca il cuore, se guardo gli occhi luminosi dei miei figli. No, Non posso. Rinuncio ai miei propositi. Porterò i figli con me. Perché punire il padre facendo del male a loro e procurandone a me due volte tanto ? No, non posso. Rinuncio.
Ma che dico ! Lascerò impuniti i miei nemici perché ridano di me ? No, devo osare. Questa mia debolezza è una viltà. Figli, entrate in casa. E se qualcuno non può assistere a questo sacrificio, si allontani. La mia mano non tremerà. No, no, anima mia, non puoi far questo ! Lasciali, sciagurata, risparmiali ! Vivranno con te ad Atene, saranno la tua gioia. No, per i demoni infernali, per gli dei vendicatori, non sarà mai che io abbandoni i figli all’oltraggio dei nemici. Essi devono morire. E se così dev’essere, io li ucciderò, io che li ho messi al mondo. Tutto è deciso ormai, perché tutto è inevitable.
Ecco; sul capo ha la corona, è già avvolta del peplo la giovane regina, e muore: io lo so. Ora mi avvio sulla strada del dolore e manderò i miei figli verso un destino più doloroso ancora. Voglio salutarli. Datemi la mano, figli, date la mano a vostra madre, perché la baci. Come amo questa mano, e questa bocca e la figura e il bel volto dei miei figli ! Siate felici, ma non qui: qui vostro padre vi ha tolto tutto. Com’è dolce quest’abbraccio e tenera la pelle e soave il respiro dei miei figli. Andate, andate via; non posso più guardarvi, le sventure mi vincono. So quanto male sto per fare, ma la passione dell’animo – che è causa delle sciagure più grandi in questo mondo -, la passione dell’animo è più forte in me della ragione.
(trad. di M.G.Ciani)

Le Argonautiche di Apollonio Rodio (III sec. a.C.)
Libro III, vv.616-634

Un sonno profondo riposava dai suoi dolori
Medea, distesa sul letto: Ma la turbavano sogni terribili,
ingannatori, come succede a chi è in preda all’angoscia.
Le sembrava che lo straniero affrontase la prova
non per il desiderio di portar via il vello d’oro,
che non per questo fosse venuto alla reggia
di Eeta, ma per portarla nella sua casa
come legittima sposa. E vedeva se stessa
lottare coi tori e sconfiggerli agevolmente;
ma i suoi genitori mancavano alla promessa,
dicendo che non a lei avevano dato l’incarico
di aggiogare i tori, e tra gli stranieri e suo padre
sorgeva una lite insanabile. Entrambe le parti
si rimettevano a lei: sarebbe stato ciò che sceglieva il suo cuore.
E lei sceglieva subito:lasciava i suoi genitori
per lo straniero. Loro, li prese un immenso
dolore e diedero un grido d’ira furente.
Sparve il sonno a quel grido e balzò su tremando
per la paura e guardò intorno i muri della sua stanza.
(trad. di G.Paduano)




Médée di Marc-Antoine Charpentier (1693)

ACTE III



SCENE 5

Prélude

MÉDÉE
Noires filles du Styx,
Divinitez terribles,
Quittez vos affreuses prisons.

SCENE 6

La Vengeance, la Jalousie, les Démons chantans et Médée

MÉDÉE
Venez mesler à mes poisons
La dévorante ardeur de vos feux invisibles.

Il paroît tout à coup une Troupe de Demons.

CHOEUR DE DEMONS
L'Enfer obeit à ta voix,
Commande, il va suivre tes loix.

MÉDÉE
Punissons d'un ingrat la perfidie extresme,
Qu'il souffre, s'il se peut, cent tourments à la fois
En voyant souffrir ce qu'il aime.

CHOEUR
L'Enfer obeit à ta voix
Commande, il va suivre tes loix.

Les Demons Aëriens apportent la Robe.

SCENE 7

MÉDÉE
Je voy le don fatal qu'exige ma rivale,
Pour le rendre funeste, il est temps, faisons choix
Des sucs les plus mortels de la rive infernale.

CHOEUR DE DEMONS
L'Enfer obeit à ta voix,
Commande, il va suivre tes loix.

Premier Air pour les Demons

Les Demons apportent une Chaudiere infernale, dans laquelle ils jettent les herbes
qui doivent composer le poison, dont Médée a besoin pour empoisonner la robe.

MÉDÉE
Dieu du Cocyte et des Royaumes sombres,
Roy des pâles ombres,
Sois attentif à mes enchantements.
Pour m'asseurer qu'Hecate m'est propice,
Que l'Avene fremisse,
Et fasse tout trembler par ses mugissements.

On entend un bruit souterrain.

L'Enfer m'a répondu, ma victoire est certaine.
Naissez, monstres, naissez, tous mes charmes sont faits.
Du funeste poison par une mort soudaine
Faites-nous voir les prompts effets.

CHŒUR
Naissez, monstres, naissez, tous les charmes sont faits,
Du funeste poison par une mort soudaine
Faites-nous voir les prompts effets.

Pendant ce chœur les Monstres naissent, et après que les Demons ont réprendu
du poison de la Chaudière sur eux,
ils languissent et meurent.

Tout répond à nostre envie,
Les monstres perdent la vie.

Seconde Entrée des Demons
Médée prend du poison dans la Chaudière, et le répand sur la robe.

CHOEUR
Non, non, les plus heureux amants,
Après une longue esperance,
N'ont des plaisirs qu'en apparence,
En voulez-vous de charmants?
Cherchez-les dans la vengeance.

MÉDÉE
Vous avez servy mon courroux,
C'est assez, retirez-vous.

Médée emporte la robe et les Demons disparoissent.

Nessun commento: