19 aprile 2010 UBANO URBINATI

DELITTO E CASTIGO

di Fedor Dostoevskij



Cenni sulla narrativa russa dell’Ottocento
1) Alessandro Puskin -Mosca 1799 – 1837- (Eugenio Oneghin – Boris Godunov )
2) Nicola Gogol, ucraino di nascita –1809/1852 – (Taras Bulba – Il naso – Il cappotto – Le anime morte)
3) Ivan Turgenev - 1818/1883 - (Padri e figli)
4) Leone Tolstoi -1828/1910- (Guerra e pace – Anna Karenina – Resurrezione)
Fedor Dostoevskij
Cenni biografici: (Mosca 1821 – S.Pietroburgo 1881) – Gli studi – L’arresto – Liberazione e rientro a Pietroburgo - La rivista “Vremia” ( il Tempo) - Le opere:
I capolavori: 1)Delitto e castigo - 2) I demoni - 3) I fratelli Karamazov.

A questi si possono aggiungere, sia pure in sottordine: a) Il giocatore, b) L’idiota, c) Memorie dal sottosuolo.

Esame del romanzo “Delitto e castigo”
Linee riassuntive della trama:


Lo studente Raskolnikov, abbandonati gli studi, vive a Pietroburgo in condizioni di estrema indigenza in una stanzuccia di pochi metri, più topaia che abitazione. Mortificato da questa situazione, dal pensiero della madre e sorella che si sacrificano per mantenerlo agli studi, ma soprattutto convinto di essere un uomo superiore, al disopra di leggi e obblighi comuni, uccide una vecchia usuraia e la sorella minore di lei che sfortunatamente appare in scena al momento del delitto. In realtà per l’ex studente Raskolnikov non si tratta neppure di delitto, per lo meno inizialmente. In fondo, egli pensa, la storia è stata fatta da “uomini non comuni”, da uomini di valore che si contrappongono a tutti gli altri anonimi e comuni. Quelli di valore possono, se necessario, anche commettere dei delitti e trasgredire la legge al contrario di quelli comuni che sono tenuti all’obbedienza e al rispetto delle regole.
“Secondo me, se le scoperte di Keplero e di Newton, per qualche combinazione, in nessuna maniera avessero potuto divenire note agli uomini altrimenti che col sacrificio della vita di uno, dieci, cento persone e via dicendo che impacciassero quella scoperta, o che si fossero messe sulla sua strada come un ostacolo, allora Newton avrebbe avuto il diritto e sarebbe perfino stato in obbligo… di eliminare quelle dieci o cento persone per far note le sue scoperte a tutta l’umanità”.
E Raskolnikov uccide per fini superiori una inutile vecchia, avida e malvagia. Lui con i soldi che le sottrae può realizzare grandi progetti e risolvere i suoi e i problemi altrui. Lui è certamente un superuomo, Napoleone a cui è concesso di compiere azioni estreme.
Ma è proprio così? Dopo il delitto, Raskolnikov comincia ad essere attanagliato dai sensi di colpa, dal rimorso, e in preda alla febbre è ossessionato da tremende allucinazioni. La disperazione e la paura prendono il sopravvento. Imprevedibili e inattesi sentimenti straziano il suo cuore. Quello che aveva creduto un gesto lecito, perfino nobile, si rivela in tutta la sua cruda verità di atto spregevole. La narrazione diventa un viaggio nella coscienza dell’assassino evidenziandone gli aspetti contorti e perversi. La sofferenza, il delirio, il tumulto dell’animo sono il filo conduttore di tutto il racconto.

Personaggi

(Segnalati solo i più importanti, utili per ben comprendere le letture):
· Raskòlnikov, il protagonista, detto anche Ròdja
· Sònja (o Sonecka), figlia di Marmeladov, un ubriacone finito sotto una carrozza.
· Porfirij Petròvic, giudice istruttore
· Avdotja Raskolnikova, sorella di Raskòlnikov, detta anche Dùnja o Dùnecka.
· Pulkèrija Aleksàndrovna Raskolnikova, madre di Raskòlnikov e di Avdotja.
· Dmitri Razumìkin, amico leale e onesto ( che sposerà Avdotja, sorella del protagonista).

Letture:Parte I: Colloquio di Raskòlnikov con Porfìrij Petròvic, giudice istruttore (pag. 304 e segg.)
Parte II: Colloquio con Sònja (pag. 376 e segg.)
“ Il congedo da Sònja (pag. 480 e segg.)
“ L’addio alla madre (pag. 602 e segg.)
“ Finale (642-43)


Urbano Urbinati

Nato a Cagli e trasferitosi subito dopo la guerra a Roma, Urbano Urbinati si è laureato in Lettere a pieni voti con lode all’Università degli Studi di Roma (ora “La Sapienza”) discutendo una tesi su François Mauriac con il prof. Giovanni Macchia e avendo come controrelatore il poeta Giuseppe Ungaretti.
Ha prestato servizio in varie scuole, tra cui il Liceo francese “Chateaubriand” in Roma, dove ha insegnato “italien spécial” alle ultime classi superiori. Ha poi insegnato per molti anni all’estero, prima all’Istituto Internazionale Zugerberg in Svizzera e poi al Liceo italiano di Madrid, dove ha svolto anche funzioni di preside.
Superati il concorso a preside e quello per addetto negli istituti italiani di cultura all’estero, ha optato per l’estero ed è stato inviato dal Ministero degli Esteri ad Ankara per 8 anni e poi a Bucarest per 3 anni, dove ha svolto funzioni di addetto e di direttore nei locali istituti di cultura, nonché di Addetto Culturale d’Ambasciata.
E’ autore di numerosi saggi sulla scuola e i giovani, di critica letteraria, di storia, di politica e problemi morali, pubblicati nella rivista “Studium” (Roma) in prevalenza durante gli anni 1964 – 74. Nella rivista “Le lingue straniere” ha pubblicato due saggi su F. Mauriac. E’ autore anche di recensioni, articoli e racconti pubblicati su quotidiani e riviste varie. Ha fondato un periodico di attualità e cultura cagliesi, “Il Torrione”, e lo ha diretto per alcuni anni. E’ stato titolare per circa 4 anni della rubrica “L’Opinione” pubblicata nella rivista mensile marchigiana “I Protagonisti”.
Fondatore, con altri, dell’Accademia del Teatro di Cagli ne è stato presidente per tre anni. In tale veste ha curato la presentazione del catalogo del 1° Festival dell’Accademia (dicembre 2000- gennaio2001) firmandone i testi di presentazione e di commento.
Nel dicembre 2006 gli è stata conferita al Teatro Capranica in Roma la “Medaglia d’oro” dal Centro Internazionale “Foyer des artistes” per “avere illustrato e diffuso la nostra cultura come docente e Preside nelle Scuole Italiane all’Estero e come Addetto e Direttore di importanti Istituti Italiani di Cultura con l’incarico di Addetto Culturale d’Ambasciata”
E’ socio rotariano dal 1977 e in seno all’Associazione ha svolto per due volte il ruolo di presidente (Club di Urbino 1993/94 – Club di Cagli-Terra Catria Nerone 2003/04), è stato rappresentante del Governatore per il Distretto 2090 nell’anno 1994/95, membro per due anni della Commissione distrettuale preposta allo sviluppo della stampa rotariana e per 9 anni presidente della Commissione distrettuale per le Borse di Studio. Generalmente attivo nelle varie commissioni di club, dove ricopre spesso l’incarico di presidente. Ha svolto relazioni nei “Forum” distrettuali su temi inerenti alla Fondazione Rotary e alla cultura. Collabora attivamente alla stampa rotariana. E’ titolare di due “Paul Harris Fellow”. Recentemente gli è stato concesso il “Commitment to service” in considerazione del servizio al Rotary per più di 25 anni.

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