17 maggio 2010 LUIGI MARRA

IGNAZIO DI LOJOLA E LA COMPAGNIA DI GESU'
Ignazio di Loyola (Inigo Lòpez) nacque nel 1491 nel castello di famiglia di Loyola nella Spagna settentrionale. Destinato fin da piccolo alla vita di corte, all'età di 13 anni entrò al servizio di Juan Velàzquez di Arevado. Nel 1517, attratto dalla vita militare, si arruolò nelle truppe del vicere di Navarra. Quattro anni dopo, durante l'assedio di Pamplona contro l'esercito francese, fu gravemente ferito alla gambe. Nel periodo di degenza nella casa natale dovette rinunciare alle sue letture preferite di argomento cavalleresco e ripiegare su quelle di argomento religioso, la Vita di Gesù e le Vite dei Santi.


Fu allora, così viene riferito, che ebbe inizio la sua straordinaria trasformazione spirituale nel considerare le eroiche vicende di quei campioni di santità come qualcosa da ammirare e imitare. Nel 1523 recatosi in Terra Santa a Gerusalemme e resosi conto che la città era troppo pericolosa per un soggiorno prolungato, decise di tornare in Europa per dedicarsi alla formazione universitaria. Da Barcellona si trasferì ad Alcalà e nel 1527 a Salamanca presso Università di prestigio che però accolsero con freddezza le sue idee. Fu allora che decise di varcare il confine con la Francia e il 2 febbraio 1528 raggiunse a piedi Parigi, dove trascorse i sei anni successivi studiando all'università della Sorbona, vivendo di carità ai limiti dell'indigenza e dedicandosi incessantemente alla preghiera e alla meditazione.
A Parigi si unirono ad Ignazio altri giovani studenti della Sorbona (4 spagnoli, 2 francesi, 1 portoghese e 2 della Savoia) che costituirono il nucleo da cui sarebbe nata la Compagnia di Gesù. Il gruppo era stato concepito come un'organizzazione rigidamente gerarchica, una milizia scelta, al servizio del papa e della Controriforma. L'8 gennaio 1537 il gruppo si trasferì a Venezia con il proposito di fare un pellegrinaggio in Terra Santa, ma a causa di un'incombente minaccia di guerra tra la Repubblica di Venezia e i Turchi, nessuna nave "pellegrina" salpò. I giovani, ad eccezione di uno che era già sacerdote, decisero allora di ricevere l'ordinazione sacerdotale che venne loro impartita dal vescovo di Arbe, mons. Vincenzo Nigusanti, nativo di Fano e residente a Venezia.
Svanita quindi la possibilità del pellegrinaggio, Ignazio e suoi "compagni nel Signore" nel 1538, prima di trasferirsi a Roma per mettersi a disposizione del papa, stabilirono di darsi un nome. Visto che non avevano un capo se non Gesù, parve loro bene prendere il nome da colui che avevano per capo, chiamandosi la Compagnia di Gesù.
A Roma Ignazio si mise all'opera per redigere la Formula Instituti che conteneva le linee essenziali dell'Ordine, vera magna carta dell'istituzione, equivalente alla Regola degli antichi Ordini Religiosi. Papa Paolo III Famese approvò verbalmente la Formula il 3 settembre 1539 a Tivoli e riconobbe ufficialmente la Compagnia di Gesù il 27 settembre 1540 con la bolla "Regimini militantis Ecclesiae". Il 19 aprile 1541 Ignazio accettò l'incarico di Generale dell'Ordine, anche se in un primo momento si era rifiutato di accettare.
Fine primario della Compagnia di Gesù era la maggior gloria di Dio, da cui il motto "Ad maiorem Dei gloriam et salutem animarum", con l'impegno di conseguire la perfezione dell'anima propria e altrui, con un'ascetica incentrata su un particolare sistema di meditazione, gli Esercizi Spirituali, e sulla perfetta fedeltà al ministero sacerdotale.
Anche se la bolla di approvazione della Compagnia di Gesù non prevedesse tra le sue attività, quella educativa, Ignazio si preoccupò di offrire ai suoi confratelli una solida preparazione con la frequenza delle più prestigiose università europee, come lui e i suoi "compagni." avevano fatto a Parigi. In seguito, per ovviare alla mediocrità dell'insegnamento impartito nelle università, i Gesuiti, nome con cui più comunemente sono chiamati i componenti della Compagnia di Gesù, cominciarono gradualmente a organizzare corsi di studi da tenere all'interno dei loro collegi che dal 1548 accolsero anche allievi laici provenienti dalla nobiltà e dalla borghesia per preparare la classe dirigente di una società colta e raffinata.
L'aspetto più seducente per i Gesuiti era quello di dedicarsi all'azione missionaria tra gli infedeli e nella stessa Europa. Questa loro azione di evangelizzazione, spesso in contrasto con gli interessi coloniali della Spagna e del Portogallo, provocò la reazione delle corti borboniche che ottennero nel 1773 la soppressione della Compagnia di Gesù, che fu poi ricostituita nel 1814. Con questa "rinascita" l'Ordine riacquistò nuovo vigore e prestigio in seno alla Chiesa. A testimoniare questa nuova vitalità della Compagnia di Gesù fu la fondazione nel 1850 della rivista "La Civiltà Cattolica", che ancora oggi rappresenta l'organo più autorevole del pensiero cattolico.

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