“ Le cinque stele trovate nel territorio di Pesaro e Novilara: possibile interpretazione”

La relazione inquadra il nostro territorio appenninico in epoca pre-romana, che era abitato dagli Umbri appartenenti alla “Tota Ikuvina”, ed ipotizza il possibile stanziamento delle varie “Trifu” che erano situate a cavallo dell’Appennino intorno a Gubbio e che costituivano l’insieme politico religioso attorno a questa città.


Segue una panoramica delle stele trovate nel territorio di Pesaro e Novilara e che possono essere datate fra il VI ed il V secolo, di cui le due più interessanti conservate al Museo Pigorini di Roma, la Stele Navale trovata in Valmanente ora presso il museo Archeologico Oliveriano di Pesaro insieme ad un altro frammento e due conservate nel Museo Archeologico Nazionale di Ancona.

Viene offerta una interpretazione della stele figurata denominata “Battaglia navale” e la traduzione delle parti scritte presenti nelle altre stele, con un alfabeto greco antico, scritto ancora da destra verso sinistra e con una lingua ipotizzata in un misto di greco dorico e italico.
In particolare viene proposta la traduzione della stele “Merpon” che consta di 12 righe e che, tradotta nell’ipotesi proposta , permette di descrivere un importantissimo episodio della vita del defunto a cui si riferisce la stele e conseguentemente della vita della città di Pesaro.

Le parole, in particolare i verbi, sono interpretati come derivati dalla lingua dei Dori ed altre sono assimilabili all’italico antico e questo ci induce ad ipotizzare la presenza di una popolazione che ha una notevole attività commerciale marittima, tramite fra i popoli dell’entroterra e quelli di oltremare, sia Greci/Dori che Iapodes che erano stanziati nell’Istria, con anche qualche elemento etrusco, come possiamo ipotizzare da una parola etruscheggiante presente in una stele.
Ferdinando De Rosa
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